Villa S. Antonio Il mio luogo del cuore
Quando mi è stato chiesto di scrivere del mio luogo del cuore, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la chiesa di Sant’Antonio di Villa Sant’Antonio.
Passandoci davanti ora la tristezza la fa da padrona; a volta evito di guardarla e lascio che gli occhi della mente e del cuore la rivedano come era, con la statua di Sant’Antonio e il suo porcellino, il Buon Pastore con le sue pecorelle in riva al fiume nella parete del presbiterio.
La chiesa era il punto d’incontro: quando eravamo bambini ci ritrovavamo lì per la Messa della domenica e il catechismo in settimana e ogni occasione era buona per giocare un po’ insieme sotto il porticato prima di tornare ognuno a casa propria.
Quanti ricordi! Il Giovedì Santo con il Santo Sepolcro, quando le donne del paese portavano i loro fiori, le piante più belle e i vasi con il grano fatto crescere al buio per tutta la Quaresima e sembrava che ci fosse un giardino. Le vigilie, le festività, il Natale con il Presepe, quando ci si ingegnava su come realizzarlo, su come fare la grotta e posizionare le statuine di diverse dimensioni, un’altra occasione per stare insieme.
Continuando a pensare, la mente ha spaziato e i ricordi sono finiti al “campetto”, dove ora c’è la nuova chiesa, che diventava nel periodo estivo il nostro spazio, quello in cui passavamo tutto il pomeriggio a giocare; al circolo, fulcro delle sagre che si facevano in agosto e della festa per il nostro Patrono, ma che era anche lo spazio in cui trovarsi nella brutta stagione.
Vivere lontano e in una grande città, in cui apparentemente non manca nulla, mi ha reso consapevole della “fortuna” che ho avuto a crescere a Villa. Andare in bici ovunque, scendere nei fossi per catturare i girini e vedere i gamberi di fiume, giocare a nascondino scorrazzando dappertutto, partendo dal “ponte” fino a Fiorenzuola, alle Fonticelle, alle Pretare, a Piè di Poggio, nascondendosi anche negli orti tra il granturco e i pali dei fagioli, mi ha regalato la libertà, il divertimento e lo stare insieme, tesori che nessuna città con tutto quello che offre, può superare.
Il mio luogo del cuore è per me tutta la “mia” frazione, con i sui incroci, presidiati da una croce, le sue fontane, i lavatoi, i fossi, il torrente Le Rote e la fila di ippocastani con la frescura che regalano in estate e le castagne, di cui una ogni anno finisce nelle mie tasche per tutto l’inverno.
Anna Cappa
