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Le tradizioni

Ci sono riti, usanze, costumi e valori che, tramandati di generazione in generazione, creano e mantengono nel tempo legami duraturi tra i membri di una stessa comunità.

Gli abitanti di Visso, prima del terremoto del 2016, erano particolarmente legati ad alcune tradizioni ormai consolidate, che rappresentavano un patrimonio comune e largamente condiviso. Il sisma ha provocato la dispersione della popolazione, costretta ad abbandonare un paese semidistrutto, indebolendo di fatto la coesione e il senso di appartenenza. 

In questi ultimi anni si sta cercando di riportare in vita alcune festività civili e religiose, come la festa del Santo Patrono, La Processione del Cristo Morto, La Messa mattutina del giorno della Concezione, La Pasquella. 

Mancano, è vero, la Piazza, i vicoli, le vie del centro storico e i monumenti che facevano da contesto ai riti e alle feste, come rischiano di venir meno alcune usanze legate alle principali festività religiose e all’ alternarsi delle stagioni. Nonostante questo, o proprio per questo, le tradizioni vanno raccolte e custodite, perché rappresentano un patrimonio da conservare e da tramandare alle giovani generazioni. Esse, infatti, costruiscono e rafforzano l’identità culturale, il senso di appartenenza e la consapevolezza dei legami con gli altri membri della comunità e delle comuni radici. 

Le tradizioni, inoltre, sono diventate l’unico ‘luogo’ dove poter ricercare le differenze tra i diversi paesi e le diverse comunità, in un mondo in cui la globalizzazione tende ad uniformare e a livellare le differenze.

 Naturalmente, rispettare le proprie tradizioni non deve significare chiusura verso la modernità e  ancor meno verso altre culture, ma consapevolezza che esse non sono fisse e immutabili, bensì frutto di continui scambi ed incontri con l’altro che la storia ha offerto e offre.