Lo stemma di Visso
“Su uno sfondo azzurro campeggia un ponte in pietra, a tre archi, a cavallo di un fiume che scorre impetuoso. Il ponte sorregge a sinistra una torre”. Questa potrebbe essere la descrizione sintetica dell’ antico stemma del Comune di Visso. Per quanto riguarda il significato dell’immagine, si può verosimilmente accogliere l’ ipotesi avanzata da Luigi Fumi, studioso di storia locale umbra e archivista (Orvieto 1849 – 1934), secondo cui rappresenterebbe il primo Palazzo Comunale, costruito nel 1270 e più volte restaurato nei secoli. A detta del Fumi, questo “sorgeva a cavaliere del fiume ussitano, e, coronato di merli, dominava rinfiancato da una robusta torre, come un bel castello munito, quale è anche oggi lo stemma della città”.
Non si sa con certezza quando il Comune di Visso abbia adottato un proprio stemma. La più antica rappresentazione di quello originario, in pietra e senza chiavi decussate, si trova sopra all’ arco ogivale di Porta Pontelato, costruita nel 1283, e una più tarda sopra a quello di Porta Sant’Angelo, del 1378.
Poi, dopo un periodo di grandi rivolgimenti e guerre che nel XV secolo funestarono anche il territorio vissano, Eugenio IV, con la Capitolazione del 1443, concesse a Visso, che si era arresa, staccandosi dalla coalizione antipapale guidata da Francesco Sforza, e consegnata a Re Alfonso di Aragona e per suo tramite al Papa, di aggiungere al suo stemma le chiavi decussate dello Stato pontificio e il motto “ANTIQUUM ET FIDELE VISSUM”, tuttora presenti nello stemma comunale.
Dopo il 1860, quando Visso e le sue antiche Guaite passarono dallo Stato Pontificio al Regno d’ Italia e dall’ Umbria alle Marche, nel clima di tensione determinatosi tra lo Stato italiano appena formatosi e la Chiesa, le chiavi decussate, simbolo dell’antica sottomissione al Papa, furono sostituite da una pecora, simbolo invece della più importante attività economica nel territorio di Visso fino a qualche decennio fa, la pastorizia. Il cambiamento fu ratificato qualche decennio più tardi, con il Regio Decreto del 7 Ottobre 1900, che contiene un riferimento alla modifica: “…il ponte sostiene a destra una torre, a sinistra una pecora, il tutto d’argento”.
Poi, nel 1961, in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia, l’Amministrazione Comunale deliberò di “tornare alla tradizionale figurazione storica, riparando all’errore commesso per passione politica…”. Furono quindi reintrodotte, al posto della pecora, le chiavi decussate e in questa forma lo stemma è ancora quello ufficiale del Comune di Visso.


