Siamo a Visso negli anni ’60. Un gruppo di ragazzini, dopo aver partecipato all’ora di dottrina, corre a giocare a pallone nel Chiostro di S. Agostino. Ѐ lì che la passione per il calcio nasce e si rafforza e si sogna di organizzare una squadra agonistica. Qualche anno più tardi l’idea diventa realtà e quei bambini, ormai ragazzi, fanno delle stanze dove avevano qualche anno prima frequentato il catechismo, il luogo dove incontrarsi per organizzare le partite. Nel 1967/68, grazie alla determinazione di Gino Acerbi, Mario Benedetti, Giuseppe Melchiorri, Dino Grisanti, Gianpietro Galletti e Domenico Sabbati, il sogno di quei ragazzi prende vita con la costituzione dell’Associazione “VISSO CALCIO” con i colori giallo e blu delle maglie, la cui sede diventa la stanza a sinistra della porta S. Maria, prima occupata dall’Ufficio del dazio. Disputano partite a livello amatoriale anche nei paesi limitrofi, a Campi e a Pieve Torina, seguiti dal gruppo dirigente della squadra e da Domenico Sabbati che aveva anche il ruolo di massaggiatore e quindi andava in campo sempre con il secchio, la spugna e l’acqua come rimedio a tutti i malanni. Il prof. Gino Acerbi li trasporta con la sua Fiat 124 color nocciola.
Nel 1970/71 la squadra, sotto la presidenza di Gino Acerbi e la vicepresidenza di Mario Benedetti, di cui fanno parte Giuseppe Bischi, Domenico Cherubini, Francesco Michelangeli, Roberto Flammini, Claudio Mari, Remo Conti, Paolo Farroni, Claudio Cappa, Paolo Verdarelli, Alvaro Schiavi, Giancarlo Minni, Bruno Galletti, Gianpietro Galletti, Giuseppe Bernardini, Tonino Fiorelli, Domenico Rosati, allenata da Venanzo Baroni, entra per la prima volta nelle competizioni ufficiali e disputa il primo campionato di III Categoria.
Si allenano tre volte la settimana. Il campo è situato in fondo alla strada provinciale 209, che i vissani chiamano “il Viale”, vicino al mattatoio comunale. Si trova ai piedi del monte Forgaletta, che allunga la sua ombra proprio sopra esso cosicché per buona parte dell’anno il terreno è sempre gelato. La voglia di giocare è però così tanta, come la resistenza fisica, che le condizioni così difficili li hanno temprati e, anche se abituati ad un piccolo campo, in trasferta non sfigurano mai.
Remo Conti, il giocatore che segna il primo gol del Visso, racconta un divertente siparietto: la mamma del portiere Farroni era un’accanita sostenitrice della squadra, ma soprattutto del figlio che giocava nel ruolo di portiere. Guardava la partita dietro la rete del Visso e ogni tanto urlava:” Paolo picchialo!”. In realtà, dice Giuseppe Melchiorri, si insegnava alla squadra il rispetto dell’avversario e l’ordine, come fosse una società di Serie A e nemmeno chi era in panchina si permetteva di insultare qualcuno.
Nell’anno 1972/73 entrano a far parte della squadra Gian Luigi Spiganti Maurizi e Francesco Di Candilo, e ad Ascoli Piceno vincono il Campionato di III Categoria.
Nel 1974/75 nel secondo anno di seconda categoria, la squadra del Visso vince di nuovo il campionato, laureandosi campione dopo la vittoria nell’ultima gara contro la squadra di Esanatoglia per 6 a 0. Allenatore è Venanzo Baroni.
Si aprono pertanto le porte, nella stagione 75/76 per la I Categoria, ma non vi possono accedere perché il Campo di Visso è inferiore alle misure minime consentite (100 metri di lunghezza e 50 metri di larghezza). Disputano quindi nuovamente il campionato di II categoria che li vedrà retrocedere.
Nel 1976/77 il Visso milita in III categoria e vince nuovamente il campionato nella partita conclusiva contro la squadra di Passo di Treia con la seguente formazione: Luigi Flammini, Grippo, Sisini Ferdinando, Giuseppe Aureli, Vincenzo Sordi, Giuseppe Tarragoni, Sesto Mocci, Antonini, Michelangeli Francesco, Schiavi Alvaro, Ennio Aureli, Remo Cappa, Galletti Bruno, Cappa Claudio Natalino Rosi. Presidente Filippo Fiorelli.
Così accade anche nel 1982/83 con la squadra formata da Giordani G., Melchiorri Luca, Francesco Michelangeli, Giuseppe Tarragoni, Antonio Cappa, Giordani P., Vespertilli, Sensini A., Aureli Ennio, Lucarini e Sensini R.
E poi ancora nel 1985/86, sotto la presidenza di Natalino Rosi, è ancora prima nel Campionato di III Categoria.
Molti dei giocatori di questi anni provengono dalla squadra giovanile, la linfa di quella ufficiale, allenata da Giancarlo Minni. Si racconta a proposito un divertente aneddoto che lo riguarda: quando in campo c’era bisogno di una sostituzione, riusciva a far giocare contemporaneamente 13/14 giocatori perché ne faceva entrare dei nuovi senza fare uscire gli altri! Così per qualche minuto si giocava in 14 contro 11!
Nel campionato 1997/98 la squadra gioca sul nuovo campo sportivo realizzato nella località “Le Palombare”, disputando il Campionato di III categoria.
Dagli anni ’90 ai primi anni Duemila si avvicendano come presidenti Guido Focacci, Giancarlo Rosi, Natalino Rosi, Bruno Galletti, Roberto Ticani e nel 2019 Quinto Mattioli, che è ancora nel direttivo della società. Il Dott. Franco Sensi, Presidente della A.S. Roma e già sindaco di Visso, fino al 2008 sostiene la squadra con generose donazioni.
Sotto la presidenza di Natalino Rosi, il Visso Calcio nella stagione 2004-2005 vince i play off di III categoria sotto la guida tecnica di Francesco Fede, approdando in II categoria.
Nella stagione 2006-2007 sotto la guida tecnica di Giulio Gagliardi vince i play off di II categoria approdando in I categoria.
A distanza di 32 anni nella stagione 2007-2008 il Visso finalmente disputa un campionato di I categoria. Il campionato si conclude con la retrocessione ai play out.
Nella stagione 2016/2017 il Visso Calcio vince il campionato di III categoria, sotto la presidenza di Quinto Mattioli, nonostante ancora una volta un terremoto, il 24 agosto ed il 26-30 ottobre 2016, crea enormi disagi sconvolgendo tutto e tutti: le famiglie sono evacuate e per quasi un anno vivono sui camping della costa in un grande disorientamento. Il Visso vince disputando le gare interne prima a Porto S. Elpidio poi a Macerata
Nonostante tutto ciò la squadra continua ad allenarsi fuori Visso. Va in posti sempre diversi perché il campo di calcio è stato adibito a luogo per le SAE: Macerata, Camerino, Pieve Torina
Ai problemi logistici si aggiungono anche difficoltà economiche che i Dirigenti della squadra cercano di colmare chiedendo aiuto alle ditte che lavorano alla ricostruzione. Alcune di esse danno una mano, ma non è sufficiente. Anche il numero dei giocatori si è assottigliato e inoltre mancano i luoghi per stare insieme e la convivialità, importanti per una squadra di calcio, perché in quelle occasioni si rafforzano i legami, si migliora l’armonia interna e il clima emotivo, si favorisce la collaborazione in campo. Per tutti questi motivi, la Società chiude a conclusione della stagione 2019/2020, dopo aver disputato un campionato di calcio a 5 CSI.
Nel 2023/24 però un gruppo formato dai giocatori degli anni ’70 e degli anni 2000, per non perdere i valori fondanti faro della squadra, vuole riattivare la Società Sportiva. Così il 2 settembre 2023 per volontà di Bruno Galletti, Quinto Mattioli, Remo Conti, Flammini Roberto, Alfredo Riccioni, Leonardo Casaroli, Sisini Andrea, Calabrò Samuele, Grelloni Mauro, Martini Stefano, Flammini Francesco, Mauro Montebovi, viene redatto l’Atto costitutivo della “ASD Visso Alto Nera Calcio 1970” e si ricomincia con il calcio a 5.
Sono tutti consapevoli della necessità di uno sponsor senza il quale sarebbe difficile, se non impossibile, ricominciare e partecipare al Campionato a 11 perché i giocatori che mancano si devono reclutare da fuori a causa dello spopolamento post sisma. I ragazzi di Visso non percepiscono nessun compenso, ma gli altri devono essere pagati, così si chiede la sponsorizzazione della SVILA, azienda produttrice di pizze surgelate con sede a Visso dal 1974. Nell’estate del 2024 si presenta un progetto alla Proprietà dell’azienda e la famiglia Palermo si rende disponibile ad affrontare tutte le spese necessarie e a portare avanti la Società, di cui diventa presidente Matteo Alessandro Palermo. I colori della squadra diventano il rosso e il bianco.
Finalmente si riparte con una squadra la cui metà dei giocatori sono ragazzi di Visso. Gli altri che vengono da fuori percepiscono rimborsi.
Nel 2024-25, allenatore Samuele Bonifazi, arriva subito la vittoria nella III categoria. Attualmente il Visso Calcio milita nel Campionato di II Categoria con l’ambizione di vincerlo!
Roberto Flammini racconta…
Noi eravamo partiti prima del 1970. Ci scarrozzava d’estate nei comuni vicini Gino Acerbi per giocare partite in teoria amichevoli, ma che raramente lo erano. In cinque dentro la 124 nocciola ci preparavamo alla partita con una puntuale ossigenazione del fumo delle nazionali senza filtro del Professore che, visti i risultati, evidentemente ci facevano bene.
Nel frattempo alcuni di noi, con la carta d’identità falsa, in quanto non avevamo l’età minima prevista, partecipavano ai campionati di terza categoria con altre squadre. Io e Remo Conti giocavamo a Pieve Torina: la difesa era vissana.
Poi costituimmo l’Associazione “VISSO CALCIO 1970”. Il Comune ci dette il localetto a lato di Porta Santa Maria dove prima c’era il Dazio. Che saremmo stati una grande squadra lo si doveva intuire da chi la dirigeva: Gino Acerbi, Mario Benedetti, Giuseppe Melchiorri, Dino Grisanti, Domenico Sabbati, Gianpietro Galletti, quelli che ricordo. Poi si susseguirono altri che portarono la squadra fino al 25 ottobre 2016.
Nessuno di noi ha mai preso una lira. Ogni tot punti una cena, questa era la nostra retribuzione.
Il campo della valle era più piccolo del consentito per la seconda categoria, quindi pur vincendo il campionato di terza (non mi ricordo quante volte) non abbiamo mai potuto partecipare a quelli della categoria superiore.
Poi fu costruito il nuovo campo, ma noi eravamo già in pensione, calcisticamente parlando.
Ma laggiù, in quel campetto, non ci batteva nessuno: stretti tra rete e tacchetti della Pantofola d’oro, con chiodi consumati, gli attaccanti avversari non avevano scampo.
Melchiorri voleva il meglio per noi giocatori e le costose scarpette le andava a comprare da una famosa ditta di Ascoli Piceno.
Ma ci sorprendevamo quando andavamo in trasferta su campi regolari, tiravamo fuori un gioco notevole anche su spazi ampi. Ma le alette non le potevi incastrare tra tacchetti e rete, e correvano tanto.
Non posso parlare dei giocatori del Visso, del loro elevato livello, del talento di molti e dell’attaccamento ai colori della squadra, perché ci vorrebbe un libro.
L’ultima partita della mia carriera calcistica la feci a Macerata allo stadio dei Pini. Era piccola e veloce quell’aletta. E dopo avermi fatto girare a vuoto per mezza partita, arrivò un cross e fece un gol di testa.
Baroni, allora allenatore, dalla panchina mi urlò: “M’hanno detto che quello non ha mai segnato di testa!” Prima di allenare aveva fatto parte da libero della difesa più forte di quel decennio, con Pizzi terzino sinistro, Kyriakos (studente greco fuggito dalla dittatura dei generali) stopper ed io terzino destro.
Avevo capito, gli chiesi di sostituirmi. Attaccai le scarpette al chiodo. Adesso non c’è manco quello.
Avevo giocato undici campionati di terza categoria.





