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Il torneo delle Guaite

Il Torneo delle Guaite è una rievocazione storica nata nell’estate del 1994 quando sono Presidente della Pro Loco Dino Grisanti e Vice presidente Mara Costa. Durante una riunione serale i componenti del Direttivo si trovano d’accordo nel realizzare una manifestazione che possa ricordare e riportare alla luce un momento di festa e di aggregazione nato secoli prima nell’antico Comune, dove le 5 Guaite si sfidavano in gare di tiro con la balestra o con l’arco. Il nome “Guaita” deriva dal termine longobardo Waita, distretto territoriale con una amministrazione propria, e testimonia il lungo periodo in cui la Valnerina fu sotto il dominio del Ducato longobardo di Spoleto. Le 5 Guaite del Comune di Visso, benché avessero un’amministrazione propria, erano unite politicamente per gli interessi generali e formavano una sola comunità. Ognuna era rappresentata nel Consiglio generale che eleggeva i Priori, le alte cariche comunali. 

Queste erano: 

  • la Guaita Plebis comprendente la terra di Visso e di Vallopa.
  • la Guata Villae di Villa S. Antonio
  • la Guaita Pagese comprendente Macereto, Cupi e Aschio
  • la Guaita Montana di Castelsantangelo
  • la Guaita Uxitae di Ussita

Nell’estate del 1996 ha inizio così l’avventura della manifestazione “Torneo della Guaite”. Si realizza una sfilata di abiti d’epoca nella Piazza di Visso dove i Priori assistono alla disputa di tiro con l’arco. L’antica divisione del territorio in cinque Guaite è la base cronologica su cui gli organizzatori si muovono, coinvolgendo quindi anche i rappresentanti dei Comuni di Ussita e di Castelsantangelo sul Nera. Ѐ nell’intento degli organizzatori di dare al Torneo una base storica quindi si fanno ricerche su testi e documenti e le figure che vengono rievocate sono ricavate dal libro di Don Ansano Fabbi “Visso e le sue valli”. Si progetta quindi la realizzazione dei cortei e della gara di tiro con l’arco, in cui sono coinvolti gli arcieri delle cinque Guaite. Non è facile la realizzazione della manifestazione soprattutto per il peso economico che richiede, ma il paese risponde con entusiasmo all’iniziativa e molti si mettono al lavoro per confezionare costumi d’epoca, cucire gonfaloni, bandiere e stemmi delle varie Arti. Vengono decisi i colori caratterizzanti ciascuna Guaita: alla Plebis, legata al borgo di Visso, vengono attribuiti il giallo e il celeste, colori presenti nell’organo della Collegiata; alla Guaita Uxitae il colore verde dei Da Varano; alle altre, la Guaita Montana, la Guaita Villae, la Guaita Pagese vengono attribuiti i simboli che si estrapolano dal poemetto storico in ottave “La battaglia del Pian Perduto”. I primi costumi progettati sono quelli dei Priori, realizzati da Maria Cappa, sulla base di un affresco della Madonna del Voto, in cui si vedono in basso i Priori con i loro vestiti neri. Durante l’inverno molti cittadini si mettono all’opera: si va ad Assisi per trovare esempi di costumi d’epoca, si comprano stoffe. Marina Sordi realizza schizzi e modelli, Pina Altarocca, Franca Servili e molte altre donne cuciono gli abiti dei figuranti.

Nell’estate del 1996 prende vita per la prima volta la manifestazione. Sfilano nelle vie di Ussita, Castelsantangelo e Visso i figuranti e i due arcieri per ogni Guaita che poi dovranno sfidarsi per vincere il premio messo in palio e che la propria Guaita custodirà gelosamente fino all’anno successivo. Tutto il percorso è accompagnato dal suono dei tamburi.  Ѐ fondamentale il ruolo dei tamburini. Il gruppo nasce insieme al Torneo e lo accompagnerà in tutto il suo decennale cammino. Nel 2016 si costituisce, a guida di Enrico Franconi, come Associazione di promozione sociale con il nome “I lupi di Visso”, non abbandona il suo ruolo all’interno della manifestazione, anzi si arricchisce di nuovi elementi. Nel 2025 ne arriva a contare diciotto, di età compresa tra gli otto e i cinquantacinque anni.

Nel 1997 il territorio purtroppo è sconvolto dal terremoto. Questo evento funesto avvicina a Visso la città di Prato che sostiene con varie iniziative la popolazione e con cui si realizza un gemellaggio. Il gruppo del Torneo delle Guaite viene invitato a Prato dove gli si dà l’opportunità di avere gratis una notevole quantità di stoffe pregevoli che Mara Costa, Marina Sordi e Pina Altarocca, accolte nella città toscana, visionano, selezionano e prendono per la confezione degli abiti e di quanto è necessario. Viene quindi fatta una comunicazione a tutta la popolazione per chiedere fattiva collaborazione e il paese risponde con grande partecipazione. Molte donne si adoperano nella realizzazione degli abiti e di tutto il resto del corredo. Notevole contributo viene dato ancora da Maria Cappa e Franca Ninci. Nella casa di Maria Teresa Capuzi vengono preparate e tagliate le stoffe per le bandiere e i gonfaloni, poi distribuiti per la confezione. Maria Teresa  progetta e realizza gli addobbi. 

I vestiti sono sullo stile dell’abbigliamento del 1200 poi con il tempo, subiscono una trasformazione e si allineano alla moda del XV secolo. Nell’estate del 1998 il corteo percorre le vie del paese. Sfilano i Priori, le dame e i cavalieri, i popolani, gli arcieri, i tamburini e il rullo dei loro tamburi risuona per le vie e le piazze del paese dove sventolano le bandiere con i colori delle Guaite 

Viene realizzata la Taverna del Priore, prima all’interno del Chiostro di S. Agostino, poi nei Giardini della scuola. Sono acquistati tavoli, panche, piatti, bicchieri, boccali, di ceramica, tovaglie di juta per allestire le grandi tavolate. Sono molte le persone che collaborano: chi alla cucina, chi al servizio ai tavoli, chi si interessa della parte economica. L’evento ha un grande successo e grazie a questo si guadagna il necessario per poter continuare a mantenere in vita la manifestazione. Nel menù della prima esperienza ci sono 

  • panini con la porchetta
  •  fagioli con le cotiche
  •  ricotta condita. 

Poi la lista delle portate si fa più ricca con  

  •  assaggi di antipasto
  • strangozzi alla diavola
  • zuppa di farro e lenticchie
  • carne alla brace
  • coratella
  • contorno di cicoria ripassata in padella, fagiolini e insalate
  • frittelle fritte con zucchero e Vin Santo

Per tutti i giorni del Torneo, Dino Grisanti,  Aldo Elisei, Roberto Flammini, Maurizio Ticani. Anche alcuni cittadini e cittadine nelle loro case cuociono cicoria, coratella, lenticchia e farro. Sono coinvolte giovani ragazze, vestite da popolane, per servire ai tavoli. 

Nel 2001-2002 il numero di coloro che sono impegnati e si interessano del Torneo diventa grande e si decide di fondare l’Associazione “Torneo delle Guaite” con il suo Statuto e il suo Direttivo, formato da sette componenti, del quale fanno parte anche membri di Ussita e Castelsantangelo sul Nera.

Il corteo storico e i tamburini sono invitati a sfilare in diverse città, come nel Corteggio storico di Prato e nella Quintana di Foligno.

Nel 2004 il Torneo si interrompe per 5 anni, poi nel 2010 la Pro Loco, affianca l’Associazione e si riprende la manifestazione guidata dal presidente Lino Gramatieri e dalla vicepresidente Lina Cappa.

Dal 2016 fino al 2021, a causa del devastante terremoto dell’Italia centrale, il Torneo è di nuovo interrotto.

Nel 2021 un gruppo di giovani (Letizia Cappa, Caterina Molinaro, Enrico Franconi, Ilaria Gatti), compagni di scuola, classe 1985, ricordando quanto il loro maestro Tommaso Romaldini, Presidente del Torneo delle Guaite dopo Dino Grisanti, amava questa manifestazione e quanto attraverso lui anche i suoi alunni l’avevano apprezzata, decide di farla tornare in vita sotto la presidenza di Caterina Molinaro. Dopo anni di chiusura causata dal sisma, la situazione si presenta difficile. Le finanze sono praticamente nulle e gli abiti, le suppellettili e ogni elemento necessario al ripristino del Torneo sono stati stipati in diversi luoghi e in gran parte andati persi o rovinati dal tempo e dalla polvere. Anche la Piazza non è più fruibile e viene meno un palcoscenico naturale dove i figuranti, gli arcieri e i tamburini possono esibirsi. Anche il nuovo Direttivo continua a ritenere importante la ricerca storica come era stata per i fondatori che l’avevano iniziata nel 1996, perché tutto possa continuare ad essere validato dalle certezze dei documenti e il Torneo possa essere presentato alla popolazione del territorio come una rievocazione che non soltanto sia sfilata di vestiti d’epoca, ma soprattutto ricerca di radici lontane. Si viene a conoscenza di un passo di un antico documento, custodito nell’Archivio storico di Visso, riportato nell’ Appendice documentaria (a cura di Francesca Coltrinari) relativa alla mostra “Rinascimento scolpito”, tenutasi a Camerino nel 2006. 

Questo scritto restituisce una testimonianza: Benedetto di Benedetto di Aschio, il 22 luglio del 1483, giorno dedicato a Santa Maria Maddalena, dà inizio ad un Torneo a Macereto. Ѐ una disfida di tiro con l’arco e al vincitore sono attribuiti i seguenti i premi: sei braccia (quasi 4 m.), di fustagno, tessuto resistente all’usura e ideale per capi da lavoro e una balestra, entrambi del valore di un fiorino. 

Ѐ una testimonianza che suffraga ulteriormente l’ipotesi che gare di questo tipo non fossero insolite nell’antico Comune di Visso.

Con l’aiuto economico di vari sponsor si riesce nel 2022 a riorganizzare una nuova edizione della manifestazione, così riprendono vita il corteo storico e la disfida del tiro con l’arco con modalità simili alle edizioni precedenti. Insieme al gruppo dei Tamburini si partecipa a manifestazioni analoghe a Perugia, Todi, Cascia, Tolentino, Civitanova Marche, Porto S. Elpidio e Camerino.

Anche il Nuovo Direttivo ritiene importante organizzare momenti di socialità e realizza nella Piazza Maria Cappa una situazione di convivialità: si organizza la Cena del Priore, che porta ai tavoli:

  • zuppa di legumi
  • gnocchetti alla trota
  • spezzatino di cinghiale
  • erbe di S. Giovanni
  • ricotta con miele e cannella

Molte sono le attività del paese che generosamente danno materie prime e piatti preparati. E come per le antiche taverne, la manifestazione serve per finanziare le altre iniziative che arricchiscono il Torneo: concerti di musica celticfolk, la Disfida dei Tamburini, l’allestimento di un accampamento medievale ad Ussita, il mercatino medievale a Macereto, la realizzazione di archi simili a quelli d’epoca sotto la guida di esperti dell’associazione Aspidum sagittas di Camerino e di Andrea Ercoli. A questi sono affiancati una conferenza sulla condizione della donna nel Medioevo, un concerto di musica sacra per pianoforte e violino.

Naturalmente il momento centrale rimane la disfida di tiro con l’arco fra le cinque Guaite, le cui modalità non cambiano e che si conclude nella Piazza Maria Cappa contornata da figuranti, dove echeggia ancora il suono cadenzato dei Tamburini, sventolano i Gonfaloni e le bandiere e si assiste a danze medievali e a spettacoli di combattimenti e giocolieri.

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